Progetto: Alla ricerca dell’identità
Selezionato per le borse di studio 2008-09, Corso di Fashion Design, Scuola di Moda, IED Roma
La mia idea: per me stesso, la mia identità è innanzi tutto poter dire: “questo sono io”. Ma non basta: si può sostenere che l’immagine di noi stessi è elaborata non solo con gli altri, ma anche dagli altri. Basta pensarci un attimo: fin dalla più tenera età sono stati gli altri a dirci chi siamo.
Gli altri ci vedono secondo una certa immagine, che noi facciamo nostra. La nostra identità, per loro, è inscindibile da un giudizio, che esprimono sul nostro conto e che continuamente confermano o correggono. Questo è ciò che afferma Pirandello in “Uno, nessuno e centomila“: una persona rischia di non essere più se stessa ma solamente la somma delle opinioni altrui o addirittura un personaggio modellato e costruito da altri.
A tal punto si è impegnati nel disperato esperimento di ricostruirsi un’esistenza svincolata dai condizionamenti imposti e di afferrare la propria identità autentica mediante un atto di libera scelta. Lo specchio è un motivo dominante: è come la nostra coscienza, che spesso ci proietta immagini di un “io” che non credevamo di essere e che rifiutiamo o di un “io” estraneo che possono vedere e conoscere solo gli altri.
“Lo specchio è quell’altro da noi che ci ritorna con un gesto, un sorriso, una smorfia, un tic che non sono più nostri, perché sono i modi del nostro atteggiarci lì, in quel momento, come davanti ad una macchina fotografica“. Anche il corpo determina il nostro esserci, domina la nostra vita, precede la nostra coscienza di esistere, influenza le nostre esperienze mentali, si impone con le sue esigenze e i suoi limiti.



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