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	<title>uncreativoalgiorno.com &#187; Arti Visive</title>
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		<title>Valentina Tosi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 19:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Il deserto empatico della sofferenza</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto:<strong> Il deserto empatico della sofferenza</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Il mio sguardo sul mondo, crudo e doloroso. Questa è l’idea alla base del deserto empatico della sofferenza: le barriere che nascono scendendo negli umori “altri”.</p>
<p>L’immagine riflessa rappresenta l’epicentro del conflitto: le stampelle, oggetto che prende corpo nel rapporto con l’altro. L’artista vuole guardare attraverso la giusta prospettiva in un percorso emozionale da affrontare nella quotidianità; ma è proprio qui, che la superAbile stampella non è accettata e si fa segno di angoscia, ansia e paranoia quando l’io scende nelle sensazioni che lo muovono e lo circondano.</p>
<p>La specularità della foto visualizza proprio l’ego sofferto dell’artista nel dominare la comunicazione, non più libera e semplice, ma ormai persa nel deserto ripetitivo delle sensazioni.</p>
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		<title>Roberto Maccariello</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>La non curanza</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>La non curanza</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ogni giorno viviamo immersi tra le folla, fiumi e fiumi di persone, la maggior parte sconosciute. Proprio la mancata conoscenza di ogni essere ci porta ad assumere un distacco personale più o meno profondo dal resto della comunità.</p>
<p>Principalmente questa disunione avviene attraverso due grandi strade. La prima è il riconoscimento nei caratteri predominanti della folla, tale da conferire un senso di libertà ed inibizione verso alcuni gesti quotidiani, il classico “tanto lo fanno tutti”.</p>
<p>Il secondo percorso, completamente antitetico al primo, passa per l’esaltazione del personale, tale da degradare il resto della società a semplici passanti, estranei. Entrambe le strade dopo vari snodamenti finiscono per avere uno sbocco comune, la non curanza.</p>
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		<title>Martin Errichiello</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/martin-errichiello/1826/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Io è un Altro, l'Altro è un Uomo</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Io è un Altro, l&#8217;Altro è un Uomo</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>La mia idea è la loro percezione, le mie immagini sono i loro simboli, le loro certezze</p>
<p>Sono le mie icone. La mia distanza è la nostra ricchezza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Doriana Marletta</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione e animazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Nei Panni Altrui</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Illustrazione e Anumazione, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Nei Panni Altrui</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Illustrazione-e-Animazione/VBC001I/0">Illustrazione e Anumazione</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>La natura ci insegna che a questo mondo, non ci si può mettere nei panni degli altri: la catena alimentare è l’esempio più tangibile. Se un leone si mettesse nei panni della sua preda, magari non la inseguirebbe in un’agonizzante corsa per poi sbranarla viva.</p>
<p>A differenza di chi agisce per via dell’istinto di sopravvivenza, l’uomo che razionalmente potrebbe riuscire a mettersi nei panni di qualcun altro, non lo fa, perché spesso mosso da invidia, egoismo e sete di potere. I disegni rappresentano una donna che uccide un ragno, con totale indifferenza di ciò che possa provare quest’ultimo.</p>
<p>Nel 2°avviene una sorta di catarsi, nella quale tramite un incubo la donna è sconvolta dalla paura che ognuno di noi proverebbe se fosse minacciato, ma nonostante aver vissuto (seppur virtualmente) questa situazione non perde tempo ad ucciderne un altro quando le si ripresenta l’occasione. La conclusione viene raffigurata da uno scambio di vestiti tra un uomo e la donna in questione , per affermare, che non ci si può mettere nei panni altrui, se non nel senso letterale.</p>
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		<title>Vanilla A. Musmeci</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Tra noi e me</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Grafica, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto:<strong> Tra noi e me</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Grafica/VB0003L/0">Grafica</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Un individuo è considerato &#8216;Artista&#8217; dal momento in cui decide, in modo inconscio o consapevole, di trasmettere a gli altri la propria percezione del mondo e delle emozioni.  I mezzi espressivi tramite i quali questo può avvenire sono infiniti, e sta all’artista stesso il difficile compito di codificare il proprio messaggio in arte, tenendo conto di come l’osservatore, l’ascoltatore -o in ogni caso colui al quale tale messaggio è destinato – lo interpreterà.</p>
<p>Questo procedimento di elaborazione del proprio ‘io’ al fine di stabilire una comunicazione con il prossimo, può avvenire anche al di fuori del processo creativo finalizzato alla realizzazione di un opera, in quanto l’espressione artistica può spesso rivelarsi la via migliore per raggiungere un contatto e ricercare una sintonia con l’ambiente che ci circonda.</p>
<p>Attraverso l’uso dei colori, delle forme, delle melodie, l’Artista può ricorrere alla propria imaginazione ed espressività per ridurre la distanza tra il proprio mondo e tutto il resto.</p>
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		<title>Davide Ivagnes</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/davide-ivagnes/953/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 18:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Us and them. l'artista nella società</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Grafica, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Us and them. l&#8217;artista nella società</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Grafica/VB0003L/0">Grafica</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Us and them. Noi e loro. L’artista ed il popolo.</p>
<p>L’artista nella società non è legato ad una particolare forma ma è l’essenza del genio e della creatività di cui la società stessa ha bisogno.</p>
<p>Il vivere tra la gente in un ambiente urbano, come rappresentato nell’illustrazione,  aiuta l’artista a conoscerla e a proiettare nella sua mente un insieme di forme, colori, materiali ed oggetti che si manifesteranno attraverso i suoi lavori in una vera e propria “esplosione” di creatività.</p>
<p>E’ quindi chiaro che sia l’artista sia il popolo hanno necessariamente bisogno l’uno dell’altro per alimentarsi e differenziarsi</p>
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		<title>Daniele Ferrante</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/daniele-ferrante/1129/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>MeX3 (Ho bisogno dei miei spazi)</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto<strong>: MeX3 (Ho bisogno dei miei spazi)</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ho dato un mio punto di vista ironico sul concetto di “bastare a se stessi”: scegliere, in un dato momento della propria vita, di rinunciare al contatto con le altre persone e all&#8217;arricchimento che può derivare da questo tipo di esperienze. Il prodotto di questo genere di comportamento è il sentirsi, per paradosso, ingombranti persino nei confronti di se stessi, quasi ci si trovasse naturalmente costretti al compensare l&#8217;assenza degli altri.</p>
<p>Amo l&#8217;espressione eclettica, ovvero lo scegliere di volta in volta il mezzo espressivo che sia adatto a comunicare al meglio una data idea in un preciso momento, che si tratti di musica, fotografia, pittura, illustrazione. In questo caso ho scelto la fotografia digitale applicata alla manipolazione della mia immagine. Sono entrambe scelte che sentivo naturali: la fotografia digitale è ormai di uso comune, e io sono il modello che conosco meglio e dal quale posso ottenere i risultati più vicini alle mie intenzioni. In questo caso di mezzo c&#8217;era anche un tema, quello dell&#8217;antisocialità, tema che naturalmente non può che avere un solo attore protagonista. Due caratteristiche ritengo irrinunciabili nel comunicare al meglio un&#8217; idea: l&#8217;ironia (in dosi variabili) e un attenzione verso l&#8217;aspetto più ludico della creatività, ovvero fare un&#8217;immagine che non sia solo comunicativa, ma anche stimolante e originale sotto l&#8217;aspetto tecnico.</p>
<p>Questo perché credo che i prodotti di creatività migliori siano quelli che stimolano la creatività del fruitore (indifferentemente dalla possibilità che abbia vocazioni artistiche). Non ho voluto eccedere con gli orpelli per dare un idea di naturalezza, quasi come se si trattasse di una foto consueta, al pari delle migliaia di foto che si possono trovare nei social network ogni giorno.</p>
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		<title>Gennaro Sorrentino</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 15:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>“Come incatenati gli uni agli altri: indissolubilmente collegati”</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>“Come incatenati gli uni agli altri: indissolubilmente collegati”</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ho inteso il tema “Io sono Noi” come un legame indissolubile che lega ogni uomo all’altro. Ognuno, seppur nella propria individualità, per quanto voglia isolarsi dal resto della società, ve ne rimane inevitabilmente legato e influenzato.</p>
<p>“Strinse i mortali in una social catena” (Leopardi &#8211; La ginestra): Leopardi afferma che l’unico modo che resta all’uomo per sopravvivere è legarsi, come in una “social-catena”, agli altri. Si tratta di una sorta di solidarietà forzata che ci spinge ad aiutarci a vicenda. Nonostante la nostra libera individualità, il nostro io è pur sempre in uno stretto legame con il resto degli uomini.</p>
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		<title>Elena Sinigaglia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Culture</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Culture</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0" target="_blank">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>Entrare nei panni di un&#8217;altra persona e cercare di descriverne le sensazioni, le paure, come le gioie, richiede una sensibilità che appartiene soltanto a coloro chiamati <strong>artisti</strong>… ma perché fermarsi lì… perché non ‘scavare’ in  un altro <strong>mondo: l’India</strong>. Comportamenti così diversi che non riesci a capire totalmente.</p>
<p>Mi sono immersa nelle loro tradizioni come in un viaggio immaginario dove piccole cose danno significato ad una grande cultura. L’eleganza di un gesto, la semplicità di un popolo e il significato profondo di un colore…</p>
<p>L’adozione di un bambino straniero ti apre ad un nuovo mondo, un mondo lontano, che non conosci, ma che ti può affascinare tanto da volerlo fare tuo, in qualche modo. Dopo tanti anni sono arrivate… due meraviglie dall’India… hanno portato con sè il fascino di un popolo e la loro straordinaria bellezza. Guardandole soltanto porta la tua mente in quel mondo, al quale ora non apparterranno più, ma che tu non puoi fare a meno di voler conoscere.</p>
<p>Queste cuginette hanno così ispirato il mio progetto che racconta, attraverso pochi particolari, il tentativo di calarsi in una cultura che mi è estranea. Voglio raccontare i simboli di quel Paese che ho cercato di capire e conoscere. Il mio vero progetto è di poter andare in India per poter scoprire e assimilare la cultura attraverso la fotografia. Ora mi accontento di ricrearla a casa mia: come per dare uno sguardo da lontano e provando a calarmi nella parte.</p>
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		<title>Jessica Moncada</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/jessica-moncada/1755/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 10:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione e animazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Gli altri ed io come me</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Illustrazione e Anumazione, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Gli altri ed io come me</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Illustrazione-e-Animazione/VBC001I/0">Illustrazione e Anumazione</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Gli altri mi circondano e mi inglobano. Ma io sono più furba! Ne vengo fuori, ne ricalco certi aspetti,riscopro la mia ombra diversa dalla loro e cambio acconciatura.</p>
]]></content:encoded>
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