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	<title>uncreativoalgiorno.com &#187; Design</title>
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		<title>Manuela Vitulano</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto: <strong>Attacca Bottone</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong> Attacca Bottone</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>“Attacca Bottone!” è composto da un semplice materassino gonfiabile e da una serie di bottoni a clip (8 per l’esattezza). I bottoni a clip sono posizionati lungo il perimetro del materassino e permettono dunque di agganciarsi ai “propri simii” nelle più svariate posizioni e soprattutto di restare sempre vicini ai propri compagni offrendo la possibilità di creare nuovi spazi, nuovi giochi, nuove occasioni di interazioni sociali.</p>
<p>L’unione di questi due elementi avrebbe inoltre un costo molto basso e sarebbe di facilissima riproduzione in serie.</p>
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		<title>Anna Maria Garzia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 11:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[product design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Carnivori e non carnefici! La creatività non si può arrestare, l’inquinamento sì!</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Product Design , scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Carnivori e non carnefici! La creatività non si può arrestare, l’inquinamento sì!</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Product-Design/DBA1034I/0">Product Design</a> , scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Sulla spiaggia si pone il problema di separare le sigarette dalla sabbia dei posaceneri.</p>
<p>Con la nostra “pianta carnivora” le sigarette e la sabbia entrano da una delle tre bocche della pianta depositandosi su un filtro, composto da una rete metallica leggermente inclinata che consente il passaggio della sabbia ma non delle cicche.<br />
Il peso esercitato dai mozziconi, genera una forza che fa abbassare il filtro “pistone, permettendo l’apertura del condotto laterale posto al lato del cilindro.</p>
<p>In questo modo i mozziconi di sigaretta vengono raccolti in un sacchetto posto all’esterno.<br />
La forma di pianta carnivora e l’accostamento dei colori scelti sono pensati per attirare la curiosità e l’attenzione.</p>
<p>Tutti i materiali sono facilmente reperibili e riciclati…tubi idraulici, testi da cucina, scolini, molle ecc.</p>
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		<title>Gianluca Petronelli</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/gianluca-petronelli/906/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Come cercare di appendere un chiodo al cielo</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Come cercare di appendere un chiodo al cielo</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ho pensato ad un doppio percorso da realizzarsi in una piazza o in una strada ad  uso pedonale  dove  la velocità ed il ritmo stesso della vita condizionano l’”io” rendendo difficoltosa la fusione in un noi.</p>
<p>Da ciò l’idea di creare due “cammini” che s’incontrano, realizzati in trasparenti bolle azzurre di ETFE, affinché entrando nei percorsi si possa vivere un’emozione cromatica ma anche di percezione sonora, accompagnati dai suoni del mare o del vento o di una foresta; il fine è, sia pure per il tempo necessario ad attraversare una piazza, di permettere ai singoli “io” che percorrono questo cammino di abbandonare il rumore urbano ed immergersi in una culla di suoni e colori.</p>
<p>Rallentare il passo ed incrociare lo sguardo di chi percorre con noi questo percorso; un saluto, un sorriso sarà un’emozione inevitabile e ritrovata su cui difficilmente “là fuori” ci saremmo soffermati;  anche se per un attimo “io” ricorderò ciò che sono, “Io sono noi”,” sono mare”, “sono cielo”, “sono suono”.</p>
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		<title>Alessandro Domenico Nacucchi</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/alessandro-domenico-nacucchi/1788/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 07:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Il mondo in una strada!</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Il mondo in una strada!</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Siamo tutti cittadini del mondo che, attraverso la strada della convivenza, della solidarietà e dell’amore, formiamo il VIVERE COMUNE. La strada! Un’unica grande patria. Luogo di fratellanza universale che accoglie tutti gli uomini senza distinzione di razza e di nazionalità; dove si sovrappongono caratteri universali per l’affluire di gente da ogni parte del mondo. La diversità degli ambienti che caratterizzano i vari popoli,si unificano in questo mio progetto evidenziando il Cosmopolitismo: ”Il mondo in una strada !”</p>
<p>La mia idea consiste nel ricreare nelle piazze italiane una strada composta da stand che simboleggiano gli edifici dai diversi Paesi del mondo. Ogni stand allieta la gente con le specialità culinarie tipiche.</p>
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		<title>Federica Ferretti</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/federica-ferretti/1241/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 18:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>IO-NOI: relazione tra culture!</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: IO-NOI: relazione tra culture!<br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Bisognerebbe capire che Il pronome personale NOI non esclude il pronome IO, infatti essi sono due facce della stessa medaglia o meglio sono due realtà inscindibili e collegate tra loro da fili immaginari. In effetti si parla spesso in prima persona plurale utilizzando il noi senza rendersi conto però che anche l’ IO fa parte di questo universo.</p>
<p>Il mio progetto ruota intorno al sentirsi appartenenti a qualcosa di più profondo della  propria essenza personale avvicinandoci quindi ad una realtà diversa da quella che ci si para davanti e cioè dove si pensa solo ad essere unici ed irripetibili e per varie ragioni non ci si accosta agli altri. A mio avviso inoltre è possibile vedere dietro ogni soggetto un universo fatto di culture che mescolandosi tra loro potrebbero creare il luogo di incontro perfetto.</p>
<p>Seppure erroneamente mi sono divertita ad accostare generi artistici appartenenti alle più svariate culture al fine di smascherare la vera essenza del NOI vista come il contenitore di tutto e di tutti.</p>
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		<title>Eleonora Medolla</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/eleonora-medolla/1303/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 10:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[scenografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Je n’est pas un autre</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Scenografia, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Je n’est pas un autre</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Scenografia/DB0001I/0">Scenografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>« Je » n’est pas un autre mais porte essentiellement la marque du tout Autre.</p>
<p>Lo studio su Splendid’s di  Jean Genet vuole essere un tentativo di azzeramento delle distanze.</p>
<p>Distanze umane.</p>
<p>Noi spettatori possiamo essere in “loro” i protagonisti della tragedia che si consuma nella hall di un albergo in  luoghi ed orari indefiniti.</p>
<p>Azzeramento delle convenzioni,azzeramento delle identità dei protagonisti della pièce che lentamente diventano altro da loro stessi.</p>
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		<title>Roberto Fraioli</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/roberto-fraioli/1282/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 18:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>World Wide Web</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>World Wide Web</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>La mia idea è nata pensando allo strumento più efficace e più completo che l’uomo ha a disposizione per relazionarsi e comunicare: il web, o meglio, il World Wide Web,che tradotto in italiano significa “Grande Ragnatela Mondiale” e che viene identificato con il “WWW”.</p>
<p>Da qui l’idea di inserirlo in un oggetto di uso quotidiano, quale l’attaccapanni e di donargli un significato intrinseco di grande valore.</p>
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		<title>Lucia De Vincentis</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/lucia-de-vincentis/1450/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 13:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Una goccia, due gocce, l'oceano</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Una goccia, due gocce, l&#8217;oceano</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Una goccia, due gocce, un fiume, un lago, il mare, l’oceano. L’acqua come radice noumenica della vita. Così io sono goccia come noi siamo gocce. Nello scrosciar dell’acqua, Roma, Istanbul, Tokyo, Helsinki si sono rigenerate: benessere ed uguaglianza fra parole e risate, i vapori fumano e ogni uomo è uguale, ogni uomo è vitale, in un ciclo di terme dove il tempo non è tempo dove ognuno può ritrovare se stesso, passando attraverso le più grandi culture termali della storia.</p>
<p>Per questo è l’acqua la base del mio percorso: le culture più diverse unite con lo stesso obiettivo: la ricerca del benessere, ma sopratutto di se stessi, nella magia delle terme.</p>
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		<title>Laura Casabene</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/laura-casabene/1269/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Ubuntu Lounge Bar</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Ubuntu Lounge Bar</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Interior-Design/DB0002L/0">Interior Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ma cosa ci fa credere di essere singoli? Di essere unici? Un elemento fondamentale della nostra convinzione è sicuramente dato dal nostro DNA, che mutando da persona a persona, in una piccolissima percentuale, ci rende diversi; il colore degli occhi, quello dei capelli, la forma delle labbra, delle orecchie, il sesso, il colore della pelle.</p>
<p>Questi però non devono essere limiti all&#8217;interazione, noi siamo soprattuto il frutto delle nostre esperienze, delle nostre passioni, delle nostre gioie e delle nostre sofferenze. Questo ci accomuna agli altri facendoci capire che abbiamo bisogno di parlare di comunicare di esprimerci, e non come singoli, ma come collettività, perchè senza interazione fra le persone, il sinoglo non avrebbe ragione d&#8217;esistere perchè &#8220;Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo&#8221;,&#8221;io sono noi&#8221;.</p>
<p>Entrando nell’edificio si arriva al photo point, dove vengono fatte le foto a chi entra. Tramite un processo grafico le foto vengono mescolate con quelle di chi è entrato in precedenza, in modo da creare “volti nuovi”. Questi vengono poi proiettati nella sala principale, in cui si trova una seduta a forma di DNA, da cui si può ammirare il fotoritocco che invoglierà i presenti a trovare i vari proprietari del “volto nuovo”.</p>
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		<title>Jorge Eduardo Armendariz</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/jorge-eduardo-armendariz/1205/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 17:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[product design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>“Baba Boba”  Children`s game-space</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Product Design , scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto:<strong> “Baba Boba”  Children`s game-space</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Product-Design/DBA1034I/0">Product Design</a> , scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>The main idea was to  find  a manner of integrating  parents in the children`s  game, and overcoming the common situation in wich those just watch their children play, not interacting with them at all, and finding the whole game situation boring. I considered the game as vital for my proposal, since game may be one of the easiest, and no doubt funniest ways of relating with other people, no matter gender, age or ethnicity.</p>
<p>As an answer, a whole variable space was conceibed, controled by the parents, that will change shape, remorph and move according to the behaviour and the amount of the children in the game. In this way, parents get to relate with their children, playing basic games such as hideout and pursuit, so that every action made by one part gets a reaction by the other., so that in certain moments the adults can present an obstacle and so deny acces to the space, they can then open it, trap children inside, or pursuit them, in order to be re related in an active way with them at all times, Getting to know each other better, and encouraging them to go beyond their limits, as well as stimulating group work.<strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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