Progetto: Io sono Noi
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma
L’io singolare è colui che è chiuso verso gli altri, che preferisce rimanere solo e vivere singolarmente le proprie emozioni; è anche colui che non ha ancora trovato le persone giuste con cui rapportarsi e ama, quindi, godere singolarmente di tutti i momenti e le particolarità che caratterizzano la nostra esistenza.
L’io plurale è colui che è aperto verso gli altri, estroverso, che si mette in gioco, che ama condividere le proprie emozioni e sensazioni con gli altri e confrontarsi. L’io, quindi, diventa noi nel momento in cui si trovano le persone giuste con cui rapportarsi.
Per una coppia potrebbe essere quando si trova l’anima gemella, con la quale si decidere di vivere insieme per tutta la vita e costruire una famiglia. Per degli amici potrebbe essere quando molti singoli hanno interessi ed esperienze comuni. Per una squadra potrebbe essere quando tutti i singoli componenti hanno lo stesso obiettivo. Quando un io decide di diventare un noi è un momento di crescita interiore perché dal momento in cui si fa spazio ad altri io, si è maturi per affrontare il mondo.
Nella mia breve carriera fotografica mi è capitato spesso di fotografare degli io che sono diventati noi: un gruppo di amici, degli animali, un campo di fiori, un complesso musicale, una famiglia. Però solo l’osservazione di un uomo e di una donna che si uniscono e decidono di mettere al mondo una nuova vita per formare una famiglia rappresenta secondo me l’esaltazione della trasformazione dall’io al noi.
Quello che ho scelto di fotografare è significativo per dimostrare quanto sopra detto: le mani con le fedi appena messe che si uniscono sul pancione sono proprio il simbolo della nascita di un nuovo nucleo familiare, di tre singole persone che si uniscono. Perché è così che sarà: tre persone che si sentiranno di esserne una sola.



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2 Comments
omioddio oddiomio
è decisamente imbarazzante