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		<title>Theo Esguerra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>“Essere l’altro che si era per essere quello che si è”</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>“Essere l’altro che si era per essere quello che si è”</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>L’esperienza dell’altro lascia un&#8217;impronta su di me e comincia a far parte della mia vita in maggiore o minore intensità a seconda del rapporto stabilito. Le azioni degli altri influiscono sulla mia esistenza cosi come le mie azioni influiscono sull’esistenza collettiva. Io sono quello che sono perchè sono perchè sono anche gli altri.</p>
<p>Un collage d’immagini di video registrate nel trascorso della mia pratica come operatore di camera e assistente si integra in maniera diversa nel mio interiore assegnando tono, atmosfera, colore, contenuto alla rappresentazione grafica di me stesso. In questo progetto lavoro con motion graphics, montaggio video e compositing, per avere come risultato una narrazione audiovisiva che allude al tema proposto nella frase &#8220;Io è un altro”,  frase di Arthur Rimbaud. Il mio progetto cerca di sperimentare con le diverse tecniche della comunicazione audiovisiva in cerca di un risultato più vicino al concetto di polifonia.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="272" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=167e43aff9&#038;photo_id=4808443224"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=167e43aff9&#038;photo_id=4808443224" height="272" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Serena Autorino</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[fashion communication]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Noi di fronte ad una sola Vetrina</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fashion Communication, scuola di Moda, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Noi di fronte ad una sola Vetrina</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-moda/corsi-triennali/Fashion-Communication/MBA001I/0" target="_blank">Fashion Communication</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-moda" target="_blank">Moda</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>Ognuno cerca il proprio stile in un infinito panorama di possibilità chiamato Moda, lo fa per essere un Io e non semplicemente una parte del Noi.</p>
<p>Ciò è un primo segno delle numerose differenze con il Noi, differenze che non c’impediscono, però, di compiere lo stesso gesto: ricercare segni di distinzione rivolgendoci alla Moda. Siamo dunque davvero diversi? La nostra identità è unica, ma il luogo in cui la cerchiamo è lo stesso per tutti e ci unisce in modo imprevedibile: nonostante le differenze, ognuno trova nella Moda ciò di cui ha bisogno e che ama.</p>
<p>Ci ritroviamo Noi tutti di fronte alla stessa Vetrina: la Moda, superando le differenze d’età, provenienza, stile di vita, gusti; riconosciamo negli altri la nostra stessa felicità, scegliamo di vedere in quella stessa Vetrina ciò che si addice alla nostra identità, e chi è accanto a noi compie lo stesso gesto: la Moda può con i suoi numerosi aspetti e volti attirare tutti; si rivolge a Noi, come una Sola (anche se variegata e ricca) fonte di felicità. La Moda è Una perché uno è il sorriso di Noi che la osserviamo.</p>
<p>La mia idea parte dalla volontà di trovare nel Noi qualcosa che ci unisce. La mia ricerca trova nella Moda un valido risultato: è così vasta e multiforme da poter attirare tutti Noi e diventare essa stessa quel qualcosa che, nonostante le differenze, ci avvicina. La Moda, così come io la intendo, è una grande Vetrina, piena di proposte diverse, rappresentate da tanti manichini, uno per ognuno di Noi.</p>
<p>Non ha importanza cosa ci sia su quei manichini (da qui la mia volontà di mostrarli nudi), ciò che conta è che dall’altro lato della Vetrina ci siamo Noi, uniti a guardare la stessa Moda. La Moda è una, siamo Noi, in tanti, a coglierla ed interpretarla in modi diversi. Ognuno trova il “proprio manichino”, (ciò che preferisce) e fa la propria scelta, ma questo gesto è lo stesso di tante altre persone ed è ciò che ci avvicina, nonostante le scelte siano differenti.</p>
<p>Mi è stato chiesto di parlare della Moda come strumento di comunicazione e scambio d’emozioni: credo che essa si presenti come una sorta di caleidoscopio che avvicinandoci di fronte a sé, unisce in infinite strutture e combinazioni le nostre identità, dandoci la possibilità di rinnovare il nostro rapporto con gli altri. Per comprendere la mia idea basterebbe passeggiare per una strada ricca di negozi e notare come la folla tra cui ci troviamo a camminare è composta da individui di differenti età, stili, culture, esigenze: in sintesi il Noi, riunito davanti alla Moda, alla sua unica, immensa Vetrina.</p>
<p>Ho realizzato la mia idea con un fotomontaggio, utilizzando Photoshop, scattando prima la fotografia di base del luogo con i manichini ed inserendo, dopo, immagini preesistenti di figure simboliche delle varie  personalità da rappresentare: ragazzi casual, signore eleganti, una coppia anziana, bambini… I volti delle persone hanno tutte la stessa espressione, nonostante ognuna è attratta da qualcosa di diverso nella Vetrina. La Moda quindi per me è Una poiché suscita una sola Felicità ed un Sorriso che unisce tutti Noi.</p>
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		<title>Stefano Libertini</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/stefano-libertini/609/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Il contrario di uno</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fotografia, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Il contrario di uno</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Fotografia/VB0001I/0" target="_blank">Fotografia</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>La fotografia è un incontro tra l’occhio dell’artista e l’oggetto sul quale l’occhio si posa, sia esso un viso, un corpo, un dettaglio, un momento. L’obiettivo trasforma l’oggetto in soggetto, la realtà in visione, l’immagine in emozione.</p>
<p>L’interazione e la comunicazione che si attivano nell’attimo dello scatto si fermano in una immagine che svela e contemporaneamente nasconde l’oggetto fotografato, trasmutandolo, attraverso l’emozione e la poiesi dell’incontro, in una visione del mondo della vita:<br />
&#8220;<em>Senza toccarsi ma uniti nello stupore come due tagli paralleli sulla stessa  pelle</em>.&#8221;(Anne Carson)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Stefania Esposito</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/stefania-esposito/666/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 18:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Io sono musica</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Pubblicità, scuola di Comunicazione, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Io sono musica</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-comunicazione/corsi-triennali/Pubblicita--Art-Direction-and-Copywriting/CBC001I/0" target="_blank">Pubblicità,</a> scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-comunicazione" target="_blank">Comunicazione</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Se a volte ti senti solo: chiudi gli occhi, apri il tuo cuore, ascolta il suono della vita e capirai che non sei solo. Più ti lasci trasportare da questi suoni, più ti rendi conto che tu fai parte di loro. Più ti aggrappi a loro, più comprendi  realmente chi sei, chi sei stato, e chi sarai.</p>
<p>Più ascolti musica, più scopri che al di là della musica ci sono io, ci sei tu, c’è il mondo.</p>
<p>Questo suono ti conforta, ti aiuta, ti apre gli occhi verso una nuova realtà … Realtà dove il mondo è il risultato dell’interazione tra persone, gusti e stili diversi. Unirci attraverso la musica, crescere ascoltando, vivere cantando, sognare suonando; è questo il mio progetto del futuro. Dare valore alla musica, per non dimenticarci che l’uomo ha imparato a riconoscere i suoni prima ancora di parlare … E che la musica è la più dolce fiaba che l’uomo possa ascoltare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stefania Pezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 12:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione e animazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>I Am My Environment</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Illustrazione e Animazione, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto:<strong> I Am My Environment</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Illustrazione-e-Animazione/VBC001I/0" target="_blank">Illustrazione e Animazione</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>È il nostro ambiente, la nostra compagnia e tutto ciò che ci circonda a rendere di noi ciò che siamo. La singola persona non esiste. La maggior parte delle persone che incontriamo, siano esse degli individui incrociati in metro, in un pub, in un convegno, a casa e in famiglia, non ha importanza, ci lasciano un segno, un’impressione.</p>
<p>Con alcune condividi delle passioni, altre ti insegnano delle piccole cose ma fondamentali e magari il giorno dopo partono e sono dall’altra parte del pianeta. E senza rendercene conto queste piccolezze creano la nostra personalità. Credo che la maggior parte delle persone vive questa vita senza realizzare che l’individuo non sarebbe niente senza gli altri, senza questi segni e impressioni che lasciano. “IO” non esiste senza “ALTRI”. IO sono un mix composto da piccole parti della gente intorno a me.</p>
<p>Non avendo mai riflettuto sul tema “Io è un altro” mi sono venute tantissime idee mentre cercavo di interpretarlo. Principalmente volevo fare cose complesse e forse anche fuori tema. Poi pensandoci bene sono arrivata alla conclusione che infin dei conti io sono un misto delle impressioni lasciate da varie persone. Questo l’ho voluto rappresentare mettendo me nel mezzo della pagina composta da diversi elementi.</p>
<p>La musica che è una parte molto importante della mia vita ma che specialmente mi ha fatto conoscere tantissima gente. Oppure la parte sportiva, che mi dà l’opportunità di condividere passioni. La mia parte artistica che sicuramente ho preso da mia madre e da mia sorella. Quella lavorativa dove in ufficio ho conosciuto persone che mi hanno lasciato dei segni, o semplicemente una bottiglia in mano, che rappresenta le varie serate con gli amici, quel gruppo di persone che secondo me ti lasciano la maggior parte di impressioni.</p>
<p>In più ho voluto fortificare il concetto con dei pittogrammi intorno a me per far capire che sono loro che mi hanno “plasmato”. Infine ho riempito lo sfondo con la frase I AM…Qualsiasi persona, per far riflettere proprio quelli che non ci hanno mai pensato che potrebbero avere dentro di sé una parte della zia o del tassista visto anche solo una volta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marija Medigovic</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/marija-medigovic/1625/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[fashion design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Molti IO uno NOI</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Fashion Design, scuola di Moda, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Molti IO uno NOI</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-moda/corsi-triennali/Fashion-Design/MB0002L/0">Fashion Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-moda">Moda</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Con questa collezione volevo presentare il mondo intorno a noi e come viene visto da fuori ( in questo caso dallo spazio ). Ho provato a mettere insieme tutte le diversità&#8217; delle culture, delle mentalità’ e tutte le caratteristiche delle varie parti del mondo.</p>
<p>Ci sono tanti tipi caratteristici e particolari dell’ IO intorno a noi, ma tutti questi individui insieme fanno un grande NOI fatto dai diversi influssi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Silvia Sbarbati</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/silvia-sbarbati/539/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[product design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>World Lamp</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Product Design, scuola di Design, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>World Lamp</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design/corsi-triennali/Product-Design/DBA1034I/0" target="_blank">Product Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-design" target="_blank">Design</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Leggere è la cosa più intima che ci possa essere, figurarsi leggere in biblioteca! Dai libri, dalle foto, dai quadri scaturiscono talmente tanti pensieri, idee e sensazioni che noi stessi stentiamo a riconoscere e a tirar fuori.</p>
<p>Però può capitare che, per noi, una certa parola o una certa frase evochi quello che abbiamo in mente. E perché non tirarlo fuori? Perché non comporlo? <strong>Wolrd Lamp</strong> è una lampada che illumina le pagine e la mente di chi gli sta intorno, ricicla vecchie tastiere di pc ormai inutilizzate e crea parole, frasi, giochi di luci sempre diversi! Una volta completa, rivestita di lettere e parole, la si può lasciare così o ricominciare a comporla.</p>
<p>Uno alla volta, insieme! Ed è proprio qui che il NOI si compone. Dalla concentrazione solitaria dello studio, dell’IO, all’interazione e allo scambio di parole, idee e pensieri!</p>
<p>Dalla posizione appartata, a luogo di incontro, che si crea anche grazie all’interattività della lampada! Nuovi amici, nuove conoscenze e una scusa in più per tornare a studiare.<br />
In biblioteca, perché no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salvatore Alaimo</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/salvatore-alaimo/741/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 19:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione e animazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Riempiendo i Vuoti</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Illustrazione e Animazione, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Riempiendo i Vuoti</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Illustrazione-e-Animazione/VBC001I/0" target="_blank">Illustrazione e Animazione</a>, scuola di <a href="http://http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>Me ne sto lì seduto assente con una rivista in mano e tante cose che mi passano per la mente a riempire gli spazi vuoti di un cruciverba, penso che abbiamo una predisposizione naturale a riempire gli spazi vuoti  non mi riferisco solo alle parole crociate  ma anche agli spazi vuoti che si creano tra di noi mentre ci facciamo strada in un mondo che non sempre accetta il diverso.</p>
<p>Io, Tu, Noi tutti siamo legati l’uno dall’altro da qualcosa, basta una parola, un sentimento, un semplice sguardo, così ho immaginato tutto questo come un grande cruciverba dove ogni singola lettera di una parola ne completa un’altra così siamo noi, ognuno ha in sé qualcosa che completa un’altra persona e molte volte non c’è ne rendiamo nemmeno conto perché presi da una vita sempre più frenetica.</p>
<p>Io ho cercato sempre di riempire gli spazi vuoti con le parole, i cruciverba, e le persone che amo, vuoti che spesso ci aiutano a sognare ritrovando così piena conoscenza della nostra anima. Nel viaggio della vita ci basta trovare almeno una persona normale quanto te o magari puoi trovarne tante.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Michail Kyrkitziotis</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/michail-kyrkitziotis/579/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>”IO sono un D...IO”</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Grafica, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>”IO sono un D&#8230;IO”</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Grafica/VB0003L/0" target="_blank">Grafica</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>Quando ci guardiamo allo specchio, vediamo veramente noi stessi, il riflesso del nostro ego, oppure vediamo noi come un’unità che fa parte di una rappresentazione eterna dell’IO, fatta da infiniti personaggi che inevitabilmente ci influenzano?</p>
<p>Da quando nasciamo, inizia il gioco infinito dello scambio di idee, nozioni e regole, al fine di vedere ciò che ci manca, realizzato in un’altra persona (rapporto padre &#8211; figlio). Chi vince questo gioco dilata così tanto il proprio IO, che inizia a vedere se stesso come DIO e lo impone sugli altri. Per concludere, parlare dell&#8217;IO è qualcosa che ha molti aspetti, ma con il passare del tempo arriva il momento in cui ognuno di noi fa rinascere l’essenza profonda di se stesso, in un’esplosione di emozioni e sentimenti  veri.</p>
<p>Tutto questo ho cercato di riassumerlo in quattro  immagini del mio Immaginario, espresse esclusivamente in modo grafico. Ho iniziato con una serie di schizzi a mano libera dai quali, alla fine, ho deciso di realizzare un tetratico che concentra le idee espresse.</p>
<p>Con l’aiuto della tavoletta grafica, utilizzando i programmi Photoshop e Illustrator, ho aggiunto elementi grafici e forme, rifinendo le immagini presenti. Ho voluto evitare il colore e la fotografia per raggiungere un risultato esclusivamente grafico. L’unico uso di colore e realismo è stato fatto per trasmettere l’essenza dell&#8217;immagine finale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marco Chiavetta</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/marco-chiavetta/729/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 14:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[sound design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Atman</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Sound Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Atman</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Sound-Design/VBA001I/0" target="_blank">Sound Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ho notato che Rimbaud crea un gioco filosofico associando il verbo est al soggetto je, questo mi ha fatto pensare che in realtà l’artista francese intendesse come “altri” un’idea più che delle entità fisiche. Per sottolineare questa mia interpretazione ho scelto di creare la storia sonora di un io in continua mutazione, un io che identifica come “altro” il suo essere prima ed il suo essere dopo, in pratica un io pieno di sfaccettature consce ed inconsce che  muta e varia nel tempo.</p>
<p>Per riportare questa mia idea in musica ho sfruttato le differenze timbriche di strumenti di varia natura come synth, bassi elettrici e strumenti classici che creano dei contrasti sonori i quali, uniti a ritmiche ed a dinamiche spesso varianti, aprono diversi ambienti descrittivi all’ascolto.</p>
<p>Molta importanza ho dato alla propedeuticità creando in alcuni punti suoni somiglianti al ticchettio di un orologio proprio per definire i cambiamenti del punto di vista nel tempo, concetto importante per sottolineare la mia interpretazione del tema.</p>
<p><a href="http://uncreativoalgiorno.com/Atman.mp3">Atman.mp3</a></p>
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