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	<title>Un Creativo Al Giorno 2012</title>
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		<title>I Want To Be Here</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Schiavoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Event managament]]></category>

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		<description><![CDATA[“Fili Avevo ed Or non Più&#8230; Eppur non Cado Giù” (Pinocchio) La mia idea nasce dal fatto che viviamo in una società che ci vuole tutti uguali, che ha legato la nostra mente e il nostro vivere come una marionetta legata al proprio padrone e giocano con i nostri sensi intorpiditi distorcendo la visione del [...]]]></description>
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	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/Sara-Schiavoni-1.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/Sara-Schiavoni-1.jpg" />
	</p><p>“Fili Avevo ed Or non Più&#8230; Eppur non Cado Giù” (Pinocchio)</p>
<p>La mia idea nasce dal fatto che viviamo in una società che ci vuole tutti uguali, che ha legato la nostra mente e il nostro vivere come una marionetta legata al proprio padrone e giocano con i nostri sensi intorpiditi distorcendo la visione del Noi, non più inteso come unione democratica d&#8217; individui diversi, ma come una nuvola di persone esattamente identiche l’una all’altra senza pensieri, incapaci di decidere per sé.</p>
<p>Attraverso il mio progetto vorrei dare l’idea dell’uomo che riprende in mano il suo “esserci”, farlo uscire dalla nube per ricordare che le grandi conquiste dell’umanità sono state fatte da persone che hanno urlato al mondo la propria idea, il suo vivere, il suo pensiero; è quindi il momento di mostrare chi siamo noi, cosa vogliamo, cosa pensiamo davvero; tagliare i fili e finalmente decidere della propria vita.</p>
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		<title>Tempo fuori luogo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Damiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visual Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic design]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavo si potesse non far parte di un luogo. Mi dicevo, io in un luogo ci passo, è difficile che ci stia, come posso farne parte? Se io sono qui, ora, non è detto che ci stia anche domani. Poi ho pensato allo spazio. Lo spazio &#8211; più un universo idealizzato, che quello che ci [...]]]></description>
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	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/Emanuela-Damiani.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/Emanuela-Damiani.jpg" />
	</p><p>Pensavo si potesse non far parte di un luogo. Mi dicevo, io in un luogo ci passo, è difficile che ci stia, come posso farne parte? Se io sono qui, ora, non è detto che ci stia anche domani.</p>
<p>Poi ho pensato allo spazio. Lo spazio &#8211; più un universo idealizzato, che quello che ci fanno studiare a scuola &#8211; mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo. Ho pensato a quello che c’è tra un pianeta e l’altro. E’ a quel vuoto, è a quel non-luogo a cui appartengo &#8211; mi sono accorta, e mi sono sentita semplicemente scomparire da tutte le mappe.</p>
<p>All’improvviso, alzo lo sguardo. Mi viene rivolto un sorriso. Ed un punto, il mio punto, riappare nella mappa, nello spazio, nell’universo. Si appartiene sempre a qualcosa, ad un luogo. Anche quando si è sospesi, in movimento verso un altro posto.</p>
<p>E una voce alla radio: domani non lo so, ma oggi io sono qui.</p>
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		<title>Città Requiem</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visual Communication]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Essere parte integrante di un ritmo. Seduto su di una sedia fisso l’esterno della finestra. Fumare una sigaretta, bere e  vedere ciò che posso percepire con esattezza: la reale possibilità di una struttura al di sopra delle parti in un loop perenne. Come fosse un&#8217;opprimente visione, eterea e spregevole allo stesso tempo, ecco la città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/5936158719_3955f671d4.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/5936158719_3955f671d4.jpg" />
	</p><p>Essere parte integrante di un ritmo. Seduto su di una sedia fisso l’esterno della finestra. Fumare una sigaretta, bere e  vedere ciò che posso percepire con esattezza: la reale possibilità di una struttura al di sopra delle parti in un loop perenne. Come fosse un&#8217;opprimente visione, eterea e spregevole allo stesso tempo, ecco la città in tutto il suo splendore.</p>
<p>Una città vuota nelle strade e in essa percepire un passaggio, un passaggio presente in un ipotetico passato. Non ha importanza il quando e il perché. L’importanza è in secondo piano. Adesso la sola pubblicità di una sigaretta.</p>
<p>Qui ed ora. Qui ed ora. Qui ed ora.</p>
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		<title>L&#8217;invisibile diventa visibile</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gulia Caleca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Interior design]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono nella mia città che amo e che mi contraccambia , che ama noi giovani. Osservando, ascoltando, cercando di capire e immaginare un modo per vivere la globalizzazione della città che renda l’invisibile visibile attraverso un oggetto che dia la possibilità di dire IO SONO QUI. L’idea è creare uno Spazio-Oggetto. “Fly”. “Fly” è pensata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/6099304445_974e07be3c.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/6099304445_974e07be3c.jpg" />
	</p><p>Sono nella mia città che amo e che mi contraccambia , che ama noi giovani.</p>
<p>Osservando, ascoltando, cercando di capire e immaginare un modo per vivere la globalizzazione della città che renda l’invisibile visibile attraverso un oggetto che dia la possibilità di dire <em>IO SONO QUI</em>.</p>
<p>L’idea è creare uno Spazio-Oggetto. <strong>“Fly”.</strong></p>
<p><strong>“Fly”</strong> è pensata per i giovani , per dare  informazioni e risposte alle nostre necessità. Uno spazio-cabina a cui è possibile accedere grazie ad una card, questa è a disposizione di tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 14 e i 20 anni. <strong>“Fly”</strong> dà sicurezza, Fly mi offre visibilità, servizi ed informazioni come ad esempio: webcam per monitorare la zona limitrofa, collegamento gratuito wi-fi, orari e percorsi delle linee di trasporto pubblico, informazioni su ristoranti, pub e bar con convenzioni per chi possiede la FLY Card, chiamata di emergenza, informazioni sui musei più vicini e percorsi per raggiungerli, percorsi e date delle manifestazioni o degli scioperi, informazioni su mostre ed eventi presenti a Roma, informazioni su hotel e bed &amp; breakfast o ostelli con convenzioni per chi possiede la <strong>“Fly”</strong> card,etc&#8230;</p>
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		<title>Industrial Baby</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Sivieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion design]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;industrial baby potremmo essere tutte. E&#8217; una donna fra i venti e i trent&#8217;anni che si aggira nell&#8217;ambiente metropolitano, la stagione è autunno inverno. Il background sono le fabbriche dismesse portatrici dei loro relitti. Il mood è allo stesso tempo fanciullesco e consumato come una vecchia fotografia. La collezione che sto progettando vuole essere un misto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/5953702828_72586249e6.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/5953702828_72586249e6.jpg" />
	</p><p>L&#8217;industrial baby potremmo essere tutte. E&#8217; una donna fra i venti e i trent&#8217;anni che si aggira nell&#8217;ambiente metropolitano, la stagione è autunno inverno.</p>
<p>Il background sono le fabbriche dismesse portatrici dei loro relitti. Il mood è allo stesso tempo fanciullesco e consumato come una vecchia fotografia.</p>
<p>La collezione che sto progettando vuole essere un misto di urban wear con elementi architettonici e costruiti. Anche per i tessuti si tratta di duchess satin con altri tessuti più comuni come il jersey.</p>
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		<title>Hoy en el camino</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna Mariel Razzini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion design]]></category>

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		<description><![CDATA[…Qui come un punto,  lungo il percorso imboccato. Mi rifaccio visivamente al punto rosso che, sulle mappe delle città, aiuta a localizzarti e indica sempre dove ti trovi (il “voi siete qui”). Ed io sono qui su una strada fatta di corpi vestiti, di abiti; è questo il luogo e la forma in cui la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	<img src="/wp-content/uploads/2012/05/6099265751_85910291a8.jpg" alt="/wp-content/uploads/2012/05/6099265751_85910291a8.jpg" />
	</p><p>…Qui come un punto,  lungo il percorso imboccato.</p>
<p>Mi rifaccio visivamente al punto rosso che, sulle mappe delle città, aiuta a localizzarti e indica sempre dove ti trovi (il “voi siete qui”).</p>
<p>Ed io sono qui su una strada fatta di corpi vestiti, di abiti; è questo il luogo e la forma in cui la me stessa si manifesta.</p>
<p>Il punto in cui mi trovo adesso è il frutto delle scelte fatte, di bivi ed incroci superati, di rotonde a perdere. Queste forme geometriche, le forme della strada, formano il vestito rosso: una serie di fasce dello spessore della linea di mezzeria avvolgono il corpo incrociandosi l’una all’altra.</p>
<p>Il Vestito è per me un costante punto di arrivo e al  tempo stesso un percorso da scoprire.</p>
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