Progetto: Come cercare di appendere un chiodo al cielo
Vincitore borsa di studio 2010-2011, corso di Interior Design, scuola di Design, IED Roma
Ho pensato ad un doppio percorso da realizzarsi in una piazza o in una strada ad uso pedonale dove la velocità ed il ritmo stesso della vita condizionano l’”io” rendendo difficoltosa la fusione in un noi.
Da ciò l’idea di creare due “cammini” che s’incontrano, realizzati in trasparenti bolle azzurre di ETFE, affinché entrando nei percorsi si possa vivere un’emozione cromatica ma anche di percezione sonora, accompagnati dai suoni del mare o del vento o di una foresta; il fine è, sia pure per il tempo necessario ad attraversare una piazza, di permettere ai singoli “io” che percorrono questo cammino di abbandonare il rumore urbano ed immergersi in una culla di suoni e colori.
Rallentare il passo ed incrociare lo sguardo di chi percorre con noi questo percorso; un saluto, un sorriso sarà un’emozione inevitabile e ritrovata su cui difficilmente “là fuori” ci saremmo soffermati; anche se per un attimo “io” ricorderò ciò che sono, “Io sono noi”,” sono mare”, “sono cielo”, “sono suono”.



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