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	<title>uncreativoalgiorno.com &#187; video design</title>
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		<title>Daniele Ferrante</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>MeX3 (Ho bisogno dei miei spazi)</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto<strong>: MeX3 (Ho bisogno dei miei spazi)</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ho dato un mio punto di vista ironico sul concetto di “bastare a se stessi”: scegliere, in un dato momento della propria vita, di rinunciare al contatto con le altre persone e all&#8217;arricchimento che può derivare da questo tipo di esperienze. Il prodotto di questo genere di comportamento è il sentirsi, per paradosso, ingombranti persino nei confronti di se stessi, quasi ci si trovasse naturalmente costretti al compensare l&#8217;assenza degli altri.</p>
<p>Amo l&#8217;espressione eclettica, ovvero lo scegliere di volta in volta il mezzo espressivo che sia adatto a comunicare al meglio una data idea in un preciso momento, che si tratti di musica, fotografia, pittura, illustrazione. In questo caso ho scelto la fotografia digitale applicata alla manipolazione della mia immagine. Sono entrambe scelte che sentivo naturali: la fotografia digitale è ormai di uso comune, e io sono il modello che conosco meglio e dal quale posso ottenere i risultati più vicini alle mie intenzioni. In questo caso di mezzo c&#8217;era anche un tema, quello dell&#8217;antisocialità, tema che naturalmente non può che avere un solo attore protagonista. Due caratteristiche ritengo irrinunciabili nel comunicare al meglio un&#8217; idea: l&#8217;ironia (in dosi variabili) e un attenzione verso l&#8217;aspetto più ludico della creatività, ovvero fare un&#8217;immagine che non sia solo comunicativa, ma anche stimolante e originale sotto l&#8217;aspetto tecnico.</p>
<p>Questo perché credo che i prodotti di creatività migliori siano quelli che stimolano la creatività del fruitore (indifferentemente dalla possibilità che abbia vocazioni artistiche). Non ho voluto eccedere con gli orpelli per dare un idea di naturalezza, quasi come se si trattasse di una foto consueta, al pari delle migliaia di foto che si possono trovare nei social network ogni giorno.</p>
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		<title>Simone Campisi</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 20:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Vecchie scarpe</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Vecchie scarpe</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Io sono la galleria di affetti che lega indissolubilmente la mia vita, i miei pensieri, la mia memoria alla vita, ai pensieri, alla memoria degli intimi viaggiatori che hanno voluto accompagnarmi lungo il sentiero dell’ignoto esistere fino ad ora. Le vecchie scarpe sono la metafora dei compagni del cammino, di quelle unicità a cui devo la mia individualità, sono le personalità a cui rivolgo lo sguardo nell’indagare la mia più profonda essenza.</p>
<p>Mi piace pensare che, comunque vada, terrò sempre per loro un rifugio custodito nei miei ricordi, in cui, sempre più spesso, mi ritroverò rintanato a celebrare le avventure del passato che hanno fatto di me quel che sono adesso.</p>
<p><em>Vecchie scarpe</em> è un saluto commosso rivolto a quelle amicizie senza tempo, a quegli amori memorabili, che altro non sono che le note di uno spartito vecchio appena diciotto anni. Non conosco nessuno specchio migliore degli occhi di un altro, di un altro che sappia guardarmi, che sembri riflettere la mia immagine meglio di qualsiasi altra cosa. Un altro che sia me.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="296" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=6c774f5133&#038;photo_id=4817347375"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=6c774f5133&#038;photo_id=4817347375" height="296" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Mattia Abballe</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 21:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Un altro</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Un altro</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Avvicinandomi alla proposta progettuale con una lettura ’’selvaggia’’ della citazione di Rimbaud, non ho inteso tanto indagare l’aspetto psicologico della questione, quanto concretizzare la suggestione libera che mi è derivata da queste quattro parole in un fatto che ne incorporasse la struttura linguistica contraddittoria.</p>
<p>Il risultato è la contiguità gratuita di due video diversi, lo scarto (’’un altro’’) è l’unica relazione tra le due alterità. I due video sono parenti quanto un sasso lo è di un pesce.</p>
<p>Il tutto è non ricostruibile come oggetto unico, le due sezioni sono indipendenti e stilisticamente lontane. L’ idea base è stata quella di costruire un progetto che avesse la stessa forma del paradosso linguistico di Rimbaud, senza troppe parole di mezzo.</p>
<p>Se ’’Io’’ è altro da sé, allora ’’Io’’ può concepire idee difformi, non coerenti; così può produrre un oggetto (video) ugualmente diverso da sé stesso.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="370" height="296" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" /><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&amp;photo_secret=b9ef258a16&amp;photo_id=4834028375" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="296" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" allowfullscreen="true" bgcolor="#000000" flashvars="intl_lang=en-us&amp;photo_secret=b9ef258a16&amp;photo_id=4834028375" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></embed></object></p>
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		<title>Claudia Barbanti</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 14:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Pangea: Noi siamo il mondo</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: Pangea: <strong>Noi siamo il mondo</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, scuola di <a href="http://http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>Una delle più antiche concezioni di humanitas è espressa dalla massima terenziana: &#8220;Homo sum, humani nihil a me alienum puto: Sono un uomo, niente di umano mi è estraneo”, ripresa dal filosofo Seneca, fautore della fratellanza tra gli uomini. La filantropia antica mostra come l&#8217;uomo sia stato generato dalle stesse origini e per i medesimi scopi, con gli stessi strumenti per raggiungerli.</p>
<p>D’altronde cosa era il mondo 200 milioni di anni fa? Un immenso, unico continente, la Pangea. La nostra salvaguardia di singoli uomini è fondata sulla conservazione di questo vivente intero che è il mondo, anzi è esso a costituire l’universale natura spirituale o l’essenza di ognuno. Solo in questa universalità l&#8217;uomo può rifuggire la sua insensata esistenza di singolo che lotta con gli altri e trovare nella concordia la consapevolezza di se stesso. Noi siamo il mondo, l&#8217;individuo è il nulla.</p>
<p>Il progetto si apre con il sorgere del sole che rappresenta l’esigenza comune di rinascere dalla nostra conflittuale situazione. L’esplosione che torna indietro, gli aerei kamikaze che si allontanano dalle Torri Gemelle sono indice di un desiderio di ritorno alle origini, di concordia e di fratellanza come un tempo vi era tra gli uomini.</p>
<p>Il singolo ha sì determinate caratteristiche, ma è innanzitutto un risultato di interazione tra popoli, è un altro, è tanti altri insieme. La Pangea, unico continente che 200 milioni di anni fa dominava  la Terra, mostra quanto siano comuni le nostre origini e quanto l’Io singolo possa trovare la sua consapevolezza soltanto nel mondo. Questo concetto è espresso dalla riunificazione dei continenti.<span> </span></p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="208" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=fff1fd9213&#038;photo_id=4833445249"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=fff1fd9213&#038;photo_id=4833445249" height="208" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Chiara Checchi</title>
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		<comments>http://uncreativoalgiorno.com/chiara-checchi/946/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 18:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Punti di vista</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto:<strong> Punti di vista</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>Ognuno di noi ha una prospettiva diversa della vita. Ognuno di noi la interpreta a modo proprio. Ognuno di noi ha un particolare punto di vista che fortifica e delinea i nostri pensieri, il nostro carattere, le nostre prese di posizione, le nostre interpretazioni. Ogni individuo è visto in maniera diversa da ognuno di noi.</p>
<p>Posso sbagliarmi nel giudicare una persona, ma è comunque un giudizio dettato dalla mia prima impressione a sua volta dettata dal mio punto di vista. Anche molti personaggi famosi possono essere fraintesi. La celebrità non significa essere conosciuti in senso stretto. Si è conosciuti per ciò che si fa. E non per ciò che si pensa, o che si ha l’intenzione di fare. C</p>
<p>osì ho preso alcuni esempi di miti, personaggi celebri, che hanno vari punti di vista dai quali vengono riconosciuti. Ma qual è il punto di vista <em>giusto</em>? Di solito quello che ci soddisfa di più. Ma ciò che è bello non è anche ciò che è giusto. Dunque, sono arrivata alla conclusione che non esistono punti di vista “giusti”, perché sono soggettivi ed individuali.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="274" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=a2ea28ec16&#038;photo_id=4833987666"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=a2ea28ec16&#038;photo_id=4833987666" height="274" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Theo Esguerra</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/theo-esguerra/753/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>“Essere l’altro che si era per essere quello che si è”</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>“Essere l’altro che si era per essere quello che si è”</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>L’esperienza dell’altro lascia un&#8217;impronta su di me e comincia a far parte della mia vita in maggiore o minore intensità a seconda del rapporto stabilito. Le azioni degli altri influiscono sulla mia esistenza cosi come le mie azioni influiscono sull’esistenza collettiva. Io sono quello che sono perchè sono perchè sono anche gli altri.</p>
<p>Un collage d’immagini di video registrate nel trascorso della mia pratica come operatore di camera e assistente si integra in maniera diversa nel mio interiore assegnando tono, atmosfera, colore, contenuto alla rappresentazione grafica di me stesso. In questo progetto lavoro con motion graphics, montaggio video e compositing, per avere come risultato una narrazione audiovisiva che allude al tema proposto nella frase &#8220;Io è un altro”,  frase di Arthur Rimbaud. Il mio progetto cerca di sperimentare con le diverse tecniche della comunicazione audiovisiva in cerca di un risultato più vicino al concetto di polifonia.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="272" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=167e43aff9&#038;photo_id=4808443224"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=167e43aff9&#038;photo_id=4808443224" height="272" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Arianna Pieragostini</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/arianna-pieragostini/455/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Noi siamo fatti di altri</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Noi siamo fatti di altri</strong><br />
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></p>
<p>L&#8217;espressione di Arthur Rimbaud, “Je est un autre”, può essere interpretata immaginando che noi siamo formati da tanti “io”. Il nostro modo di essere e di agire dipende in parte dall&#8217;influenza che gli altri esercitano su di noi e dalla necessità di scorgere quotidianamente un nostro riflesso, sia pur lieve, negli occhi dell&#8217;altro.</p>
<p>Questa idea, nel video da me realizzato, trova espressione attraverso le immagini di diverse mani intente nella composizione di un puzzle che, una volta portato a compimento, rappresenta la parola “noi”. La somma di tanti “io”, tramite una progressiva sintesi dialettica, genera il “noi”.</p>
<p>Le immagini di case e di automobili sono volte a rappresentare “l&#8217;altro”, che è costantemente e inevitabilmente vicino e dentro di noi. L&#8217; innato bisogno degli altri è espresso allegoricamente attraverso una mano che ne stringe un&#8217;altra. L&#8217;ultima scena, in cui “più persone” sono racchiuse nelle mani di una sola, vuol conferire rilevanza all&#8217;idea che il nostro io custodisce tante persone, chiave di volta di ciò che siamo o speriamo di essere.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="296" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=6d775816b5&#038;photo_id=4795427367"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=6d775816b5&#038;photo_id=4795427367" height="296" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Francesca Cutini</title>
		<link>http://uncreativoalgiorno.com/francesca-cutini/283/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 16:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>Point of You</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto: <strong>Point of You<br />
</strong>Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home">IED Roma</a></p>
<p>È proprio nella radicata certezza di conoscere a fondo sé stessi che si insinua la necessità di vedersi con altri dieci, cento, mille altri occhi.</p>
<p>Spesso con il timore di apparire insicuri, si scopre che specchiarsi nell’Altro è l’unico mezzo per ovviare al senso di finitezza, ricordandosi improvvisamente di saper contenere all’occorrenza un’infinità di nuovi e inesplorati Io.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="209" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=11d08eb309&#038;photo_id=4766822369"></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></param><param name="bgcolor" value="#000000"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" bgcolor="#000000" allowfullscreen="true" flashvars="intl_lang=en-us&#038;photo_secret=11d08eb309&#038;photo_id=4766822369" height="209" width="370"></embed></object></p>
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		<title>Mirco Fantauzzi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:48:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[video design]]></category>

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		<description><![CDATA[Progetto:<strong>IO SONO UN ALTRO MONDO</strong>
Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di Video Design, Scuola di Arti Visive, IED Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Progetto: IO SONO UN ALTRO MONDO<br />
</strong>Selezionato per le borse di studio 2010-2011, corso di<strong> <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive/corsi-triennali/Video-Design/VB0004I/0" target="_blank">Video Design</a>, Scuola di <a href="http://www.ied.it/roma/scuola-arti-visive" target="_blank">Arti Visive</a>, <a href="http://www.ied.it/roma/home" target="_blank">IED Roma</a></strong></p>
<p>La mia idea parte dalla famosa frase di Feuerbach:”Siamo quello che mangiamo”.</p>
<p>Siamo quello che mangiamo perchè noi siamo il prodotto del mondo in cui viviamo: io creo me stesso in quanto considero me stesso come un elemento a parte che però assimila il mondo stesso ogni giorno. Io sono nel mondo ma sono un altro mondo, come tutte le persone che vedo che hanno le loro vite fatte di rapporti sociali, amore, momenti tristi e felicità.</p>
<p>Tutto ciò che io sono è un mondo dentro altri mondi. La mia vita è un fiume che va a finire nel mare. Io sono un altro mondo però, perchè sono un artista, io vivo e vedo tutto come artista e interpreto la società con un altro occhio critico: tutto per me è immagine e rappresentazione.</p>
<p>Io vivo la realtà come un animale che cerca cibo, tutto può essere ispirazione: un sasso, una foglia, la forma di una nuvola, tutto è interpretato secondo una logica di forme colori e suoni.<strong> </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="370" height="296" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" /><param name="flashvars" value="intl_lang=en-us&amp;photo_secret=5e0b04d4e8&amp;photo_id=4692375387" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="370" height="296" src="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377" allowfullscreen="true" bgcolor="#000000" flashvars="intl_lang=en-us&amp;photo_secret=5e0b04d4e8&amp;photo_id=4692375387" data="http://www.flickr.com/apps/video/stewart.swf?v=71377"></embed></object></p>
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